Un mille metri fatto come i polpi: 3′49 nuovo record!
Posted by Mathias on July 12th, 2009
Anarchia. La pista mi ha gasato. Quello che vi vado a raccontare non c'entra con il tartan, ma scaturisce dalla consapevolezza dei miei mezzi che ho preso su quel manto. Io sapete ho dei pallini. Il 1000 metri è uno di questi. Nasce tutto da un discorso di Antonio Chessa, mentre mi provavo le scarpe.

"Ci verresti Venerdi 31 Luglio in serata a far un 1000 metri in una gara in pista qui a Sassari, poi doccia e ce ne andiamo tutti a mangiare una pizza.." Li per lì ho detto "perchè no". E' bastata quella proposta per lasciarmi inquieto. E' quasi un anno che non provo i mille io..quale sarà il mio primato.
In pista farò delle figure barbine..
Nella mia storia ho due mille lanciati sotto i 4, terminati con lo stesso tempo: 3'54. Due primati ex aequo celebrati con altrettanti post. Tempi uguali, ma nati in modo diverso. Il primo controllato sino ai 500 e chiuso in forte progressione (comunque sfiancato il sottoscritto dallo sforzo). Il secondo con crollo negli ultimi 300 metri. I minuti successivi a quello sforzo furono terribili, ho impiegato un sacco di tempo a recuperare. Mai provata una fatica così severa!
Avevo fatto pure la tabellina per raffrontarli
Ieri era una di quelle giornate con voglia di sfida. Avevo da osservare un giorno di riposo, ma la proposta dei mille era lì, indecente, che danzava nella mia testa. Verso sera così la decisione. Vado, sto via al massimo un quarto d'ora. Dieci minuti di riscaldamento e km lanciato. Devo in fondo capire che cosa valgo, caso mai decidessi di andar a quella gara.
Il mio percorso da strada vicino casa, i rituali del lentissimo incamminamento verso la zona di partenza. Mi siedo pure sul ciglio della strada una volta arrivato. Due esercizietti di mobilitazione, due allunghi. Sembro quasi serio. Sembro.
La strada diritta sotto di me, si perde lontano. Devo tornare a casa, più veloce di quanto abbia mai fatto. Partire per uno scatto così lungo dà sempre una certa emozione. In un istante dalla mente ti saltan fuori tutte le situazioni analoghe già vissute. Le fatiche passate ti si imprimono dentro come un marchio. A volte spaventano, a volte esaltano. Ero un pò più sullo spaventato. Mi son venuti in mente gli ultimi momenti di quel mille con crollo. Velocissimo pensiero, che come è venuto se ne è andato. Oggi rispetto ad allora vado via più sciolto. Corro veloce, ma non mi sto ammazzando. Mi sembra di essere in uno dei 400 in pista dell'altro giorno. Ho una precisa percezione di me, so riconoscere dal tipo di spinta, la velocità che sto producendo. Uno sguardo al garmin ed infatti sentenzia un circa 3'50"/km in questa prima fase. Ai 500 passo in 1'54. Esattamente a metà strada rispetto alle precedenti prove. Troppo piano, troppo forte?..oggi è la velocità giusta. Non sento fatica, ma me la aspetto. Mi impegno leggermente di più ora per tenere l'andatura, mi distraggo quasi guardando una macchina che esce da un incrocio. Qui a casa vedo che il Mathias di oggi tra gli 800 e i 900 metri prende e raggiunge quello in piena crisi del 30 di agosto 2008. Impatto anche stavolta?..No per nulla, perchè la freschezza è quella del primo mille sotto i 4 del 30 maggio 2008. Mantengo la velocità, non posso dire di esser in progressione, ma sono costante. Il record è ineluttabile: 3'49. Esulto, come sempre. Mi stupisco. Alla fine, dove è la stanchezza? Non ho bisogno di sedermi come le altre volte e riprendo subito a defaticare.. Cavolo ma ho sprintato? La sensazione è quella di una ripetuta tiratissima, non di una simulazione di gara.
Qui a casa noto la curiosità dei cento metri che si son succeduti in questo mille: 21"-24-"-22"-24"-23"-"23"-24"-22"-24"-22".
In pratica ho avuto la propulsione dei polpi in acqua, che si muovono in avanti rilanciandosi sempre. Ecco io mi son rilanciato sino alla fine, oscillando tra un cento in 24 ed uno in 22.Ho la certezza che forse ancora qualche centinaio di metri potevo resistere a questa velocità, più dubbioso invece sulla possibilità di fare meglio sui 1000 secchi. Si entra nel mondo di Lucky. Il cambio di passo, sua peculiarità non ce l'ho nelle mie freccie; così come la resistenza a velocità superiori. Sono doti che si devono acquisire con l'allenamento. Questo è un bel mille per quel che mi riguarda, ottenuto con il mio attuale e non specifico (per la distanza) bagaglio podistico.
In un quarto d'ora son rientrato, lo dicevo, felice come non mai. Felice per il tempo e perchè mi son portato in strada a mettermi in discussione. E' una caratteristica nostra, importante e che va tramandata: il gusto della sfida!
Dobbiamo aspettare che ce lo dica qualcuno, che sia la società, un'occasione o un evento particolare, che sia la moda a organizzarci, ad istituzionalizzarci la nostra sfida? NO..nasce tutta dall'istinto ed è bello assecondarlo quando chiama. Tutti in strada a far il mille aioo :-)
